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Nel XXVIII anniversario delle stragi di Capaci e via d’Amelio.... la mafia come organizzazione criminale a livello mondiale

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 Che cos’è un rito? … qualcosa che si ripete, a volte, senza cambiare nulla. Anche questa ricorrenza, per ricordare il sacrificio di Falcone e Borsellino, si appresta a diventare tale se non riuscirà a cambiare, anche per poco, la nostra abituale esistenza nei confronti della corruzione, dell’illegalità e della violenza che sta dietro l’organizzazione mafiosa. Anni fa in un incontro avvenuto nella Sala della Biblioteca Comunale G. B. Nicolosi di Paternò, dov’era stata allestita la mostra fotografica di Enzo Sellerio, Leonardo Sciascia, che accompagnava sottobraccio il suo fraterno amico, alla domanda “Cosa bisogna fare per combattere la Mafia” rispose, secondo il suo stile lapidario, citando una delle sue opere più lette: A ciascuno il suo. Se ognuno, nel proprio contesto, si fosse comportato in modo legale, forse, non saremo arrivati a questo punto. Qualche tempo dopo, a Paternò è stato presentato il film documentario il Sasso in bocca con la presenza del regista Michele Pantaleone, autore del famoso libro Mafia e Politica (1973), scampato incolume alla sparatoria che era avvenuta a Villalba in seguito al comizio fatto da Girolamo Licausi che aveva osato parlare, davanti a don Calò Vizzini, delle angherie subite dai contadini nei feudi dei nobili. Il film faceva un’analisi lucida del passaggio della mafia agricola a quella cittadina collegata con la politica, per lo scempio edilizio di Palermo, e alla droga, infine diventata, come affermato dal Prof. Pino Arlacchi, Mafia imprenditrice, gestita dai nuovi signori “feudali” con troni regali e maniglie d’oro alle porte. Aggiungo che la proiezione del film è stata fortemente disturbata da gruppi estremisti mentre in Piazza Indipendenza i più affermati professionisti di Paternò negavano l’esistenza del fenomeno criminale spiegandolo solo come un’invenzione dei partiti di sinistra. Di Saviano non voglio citare i suoi best seller come Gomorra o Zero Zero ma un saggio, passato quasi inosservato, dove l’autore elenca delle cifre, in seguito a attenti studi ed analisi di carattere socio-economico, che metteno in evidenza come il capitale delle organizzazioni mafiose superi di gran lunga quello della FIAT e delle più note industrie italiane condizionando apparati statali e scelte politiche.  Talvolta in certi territori, un solo clan riesce a incidere, in modo determinante, sull’intero mercato del lavoro. Coronavirus docet ….  Pare che le mafie siano le uniche industrie rimaste in attivo, capaci di rilevare tutti gli esercizi commerciali in via di fallimento. Oggi gli educatori stanno continuando a trasmettere valori di legalità, i giornalisti non si arrestano nella loro opera di denuncia … ma la mala pianta ormai si è talmente radicata che è diventata qualcosa di grande che non si può combattere solo con l’educazione a scuola ma, a detta dello storico Ernest Hobsbawm, si è trasformata in una questione di politica estera a livello mondiale. Perché tutto questo? Perché nel frattempo tutta la società è cambiata in peggio… e il profitto prima di tutto, non solo al di sopra della singola vita umana ma anche della vita dell’intero pianeta, che prima sembrava essere un obiettivo solo di certe hobby mafiose, è diventato un valore universale, che giorno dopo giorno, quasi tutti cercano di raggiungere. Quando l’ultimo tratto di mare sarà inquinato, e l’ultimo pezzo di terra non produrrà più frutti mentre l’aria diventerà sempre più irrespirabile forse, anzi certamente, sarà troppo tardi per salvare quella Terra che ci ha consentito di vivere in reciproca armonia per vari millenni.

Il Video di Zona Franca che ricorda le vittime della mafia

https://vimeo.com/421668656

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