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Europa, mito e storia attraverso i secoli, un’identità perduta da recuperare

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Leggendo recentemente un articolo sulla battaglia di Salamina (480 a. C.) ho avuto come un sussulto al cuore dal momento che i luoghi del famoso ed epocale scontro tra Greci e Persiani sono stati lasciati all’abbandono tra discariche, piene di miasmi, e cumuli di immondizie. La Grecia, culla della civiltà classica e del mito, abbandonata anch’essa dalla politica europea sta perdendo del tutto la propria identità storica per essere invasa dalla silenziosa e dilagante  potenza economica cinese. La globalizzazione, basata sul capitalismo e consumismo oltre misura, è un processo ormai inarrestabile di totale omologazione che può essere solo arginato ripercorrendo le tappe della nostra memoria storica che nell’antichità si confondeva con la mitologia. I rapporti tra Oriente e Occidente sono stati mediati dai miti come quello della bella Europa, figlia del re fenicio Agenore, rapita da Zeus, che aveva assunto la forma di un toro bianco e trasportata, attraverso il mare, da una spiaggia della Fenicia (Caria?) nell’isola di Creta di cui diventerà la prima regina. Un racconto rappresentato anche su una terracotta figurata, forse pertinente ad un edificio pubblico (sacello?) proveniente da Paternò: … un prodotto di fattura indigena, ma ispirato a modelli magnogreci. Il gruppo fittile è stato preso in esame dal prof. V. La Rosa (Università di Catania), che nel 1966 ne ha fatto oggetto di una sua pubblicazione. L’originalità della terracotta è data dal fatto che un mito greco è stato ricreato con un gusto artistico collegabile alla cultura sicula.  La battaglia navale di Salamina in cui i Greci d’Oriente sconfissero i Persiani  avvenne, secondo il racconto tramandato da Erodoto, nello stesso giorno della battaglia di Himera, in cui  Gelone, tiranno di Siracusa,  ottenne una strepitosa vittoria sui Cartaginesi che erano sul punto di invadere la Sicilia, unendo così i due eventi nello stesso significativo e simbolico momento di scontro tra la civiltà occidentale, fondata sull’arte e la filosofia, e quella orientale, ancora barbara e violenta. Nel Parco archeologico di Himera, che comprende anche un importante museo,  sono state ritrovate miglia di tombe e i resti di un centinaio di soldati, seppelliti in fosse comuni, a confermare  la tragicità del cruento scontro. Certamente la divisione tra bene e male non è poi così netta  poiché il mito d’Europa ci fa capire che gli antichi abitanti del nostro Continente e in particolare quelli della Sicilia, al centro del Mare che unisce le varie terre,   si sono incontrati con gente proveniente dall’Oriente in un amalgama di scambi commerciali e culturali creando una nuova, feconda e originale civiltà. Che il mito possa essere, ancor oggi,  monito di pace e di solidarietà per tutta l’Europa per accogliere i nuovi stranieri, che arrivano da oltre mare,  alla ricerca di un’agognata libertà.

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