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Perché nuotare fa bene

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Nel corso dei millenni, l’uomo ha intrecciato con l’acqua un legame indissolubile. Alcune pitture rupestri, risalenti all’età della pietra, raffigurano i nostri antenati nell’atto del nuoto. Quest’attività motoria, che consente il galleggiamento e il moto del proprio corpo nell’acqua, ha pertanto origini antichissime. La sua storia in termini di disciplina sportiva è invece relativamente vetusta; essa comincia nel 1896, in occasione della I Olimpiade, quando il nuoto viene riconosciuto come sport olimpico.
Oggigiorno, il nuoto è uno degli sport più praticati, e non soltanto a livello agonistico. Si tratta di una disciplina adatta quasi a tutti. I bambini sviluppano l’acquaticità già durante la seconda infanzia, tant’è che i corsi propedeutici al nuoto cominciano intorno ai 4 anni. Ciononostante, è possibile iniziare a qualunque età.
La completezza del nuoto ci appare indiscussa, in quanto esso distribuisce il movimento omogeneamente su tutto il corpo. Si configura come un’attività aerobica, infatti migliora la capacità respiratoria e favorisce un aumento della massa magra e una riduzione di quella grassa. D’altro canto, le differenti fasi della bracciata consentono di incrementare la forza e la resistenza muscolare, senza sovraffaticare le articolazioni; in acqua, in effetti, la percezione del nostro peso è ridotta in virtù della spinta del fluido spostato dal volume del corpo immerso.
È ideale allenarsi tre volte a settimana, ma anche due sono sufficienti. La durata ottimale dell’allenamento è di un’ora o poco meno, purché le pause necessarie al recupero non siano eccessivamente lunghe. Durante ogni sessione è bene alternare i vari stili del nuoto, poiché ciascuno possiede benefici differenti. Il dorso contribuisce ad allungare la muscolatura della schiena e delle spalle; non a caso lo si consiglia a chi soffre di dolori alla schiena, spesso causati da una cattiva postura. Lo stile libero, inoltre, rassoda glutei e polpacci e rinforza l’addome. La rana permette di allungare l’intera catena cinetica e tonifica gli arti inferiori. Il delfino è forse lo stile che dà più spettacolo: sviluppa coordinazione e resistenza, ma richiede un’adeguata padronanza della tecnica. 
La città di Paternò e i comuni limitrofi sono a conoscenza della valenza del nuoto: la piscina comunale “Giovanni Paolo II” ha sempre riscontrato grande affluenza e si è distinta in tutta la Sicilia orientale per l’organizzazione di gare ed eventi sportivi. Orgogliosi di questo successo, confidiamo in nuovi traguardi per la nostra comunità di nuotatori.

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