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Università bandita, rinvio a giudizio di dieci docenti

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La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio di dieci docenti indagati nell’ambito dell’inchiesta ‘Universita’ bandita’ su presunti concorsi truccati nell’ateneo, su indagini della Digos della Questura.
Nell’ambito dell’indagine, gli inquirenti portarono alla luce un fitto e diffuso sistema di corruzione, basato su scambi e favori tra l’ormai ex rettore Basile, il rettore precedente Pignataro e numerosi Direttori di dipartimento, al fine di condizionare e determinare i risultati dell’elezione e della nomina del rettore stesso, della nomina dei direttori dei più importanti dipartimenti dell’Università e a cascata questo sistema si è perpetrato anche in 27 concorsi che sono stati “truccati”.
Il Gip Marina Rizza ha fissato l’udienza preliminare per il prossimo 13 ottobre. A tutti e 10 sono contestati l’associazione per delinquere, turbata libertà di scelta del contraente, abuso d’ufficio, induzione indebita a promettere o dare utilità, corruzione per atti contrari ai propri doveri e falso ideologico e materiale. Reati che secondo la Procura sarebbero stati commessi per “garantire la nomina come docenti, ricercatori, dottorandi e personale amministrativo di soggetti preventivamente individuati dagli stessi associati”. Gli altri professori per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio sono Giuseppe Barone, Michele Maria Bernadetta Cavallaro, Filippo Drago, Giovanni Gallo, Giancarlo Magnano San Lio, Carmelo Giovanni Monaco, Roberto Pennisi e Giuseppe Sessa. Nell’inchiesta sono state identificate 27 parti lese, comprese l’università di Catania e il Miur.

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