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"Così ho udito" - L'arte supera i confini e le pandemie
- Davide M. Milici espone in una mostra internazionale in Cina

Dal 12 al 22 ottobre ha luogo a Nanjing in Cina l’ “international art education achievement exhibition of teacher and students 2020”, l’esposizione internazionale più prestigiosa degli Istituti di Alta Formazione Artistica a cura del professore LI XU già Presidente della Pechino Arts A & B International Culture Comunication Development Co. Ancora una volta il territorio di Paternò riesce a dare una lustre rappresentanza, lì dove l’arte vive e prende forma, e lo fa attraverso l’espressività e la ricerca visionaria di Davide Milici.

Davide Milici per chi non lo conoscesse già è un Dottore in Grafica e Illustrazione per l’Arte, classe ’92 con oltre un decennio di attività alle spalle. Caratteristico, ma chiaro è il suo excursus creativo e formativo. Il suo primo approccio all’arte visiva avviene attraverso la street art o murales che si voglia, ma presto questo suo tenero approccio matura, abbandonando il modus operanti ma non le superfici, favorendo il contenuto allo stilismo.

Decisivo nella concretizzazione del suo linguaggio artistico sarà la scelta del suo percorso formativo, lungamente ponderato.
Fondamentale è la collaborazione intellettuale con il Professore Liborio Curione.

Quello che diviene un tratto distintivo della poetica di Davide Milici è la sua capacita di oscillare tra il mondo della grafica d’arte e la grafica commerciale, in un processo di continua contaminazione ambivalente.

Davide Milici si presenta in Cina con due opere, figlie di periodi molto diversi. La prima è “For Sana Cheema” e la seconda “The Sound Of The Moon”.
La prima è un opera sociale, questa narra un’ Italia che corre a due velocità, in cui l’inclusione sociale si scontra con l’ignoranza e dove le barriere di un maschilismo oppressivo divengono giustificazioni insostenibili di riferimenti culturali.

Sana Cheema, Italo-Pakistana viene strappata alla vita il 24 Aprile del 2018 da coloro che l’hanno cresciuta, affermando un diritto di proprietà.
La colpa di Sana, non è quella di voler vivere all’occidentale, come una cronaca disattenta potrebbe evincere, ma quella di affermare la sua esistenza come essere umano libero di scegliere e pensare. Questa cronaca nera viene rielaborata da Davide Milici in una linoleumgrafia in cui il martirio lascia il segno, non quello della pietà, ma come la volontà di affermare che non si può morire per essa, che non ha più senso lasciare posti alla memoria, ma che bisogna tenere saldo il diritto alla vita libera. In questa opera, questo principio carico di sentimenti e rabbia viene espresso con la leggerezza di un fiore che svetta verso l’alto, superando le sue stesse parti per affermare una memoria viva.

La seconda opera di Davide Milici ospitata a Nanjing è un progetto molto differente, anzi è un manifesto di un’ idea in atto, di un’ idea che mira al superamento stesso dell’arte figurativa, proiettandosi alla sinestesia integrata, in cui musica e illustrazione si fondono in un unico progetto. “The Sound Of The Moon” trova la collaborazione del Maestro / Compositore Luigi Polimeni, che ha composto il brano Vitulia.
Brano innestato graficamente nell’opera stessa che cessa di essere esclusivamente suono per diventare forma, ma continuando ad essere traccia per la lettura musicale. Il progetto “The Sound Of The Moon” riesce a evocare la musica attraverso l’immagine consentendo all’opera di essere “ascoltata”.
Lo stesso artista afferma la sua volontà di lanciare il progetto anche nell’uso della grafica pubblicitaria, affidandosi all’arte visiva e alla musica, i due linguaggi che per eccellenza riescono a superare barriere culturali e linguistiche.
L’opera “The Sound Of The Moon” è rappresentativa di questo momento storico e di questo luogo, poiché sempre in Cina attorno all’868 d.C viene prodotto in xilografia, tecnica precursore della linoleumgrafia, il primo libro stampato del mondo, dal titolo “Sutra del Diamante” libro che inizia con la frase «Così ho udito».
Questa frase oggi più di ieri risuona come il silenzio dopo la tempesta, in questo momento storico dove la differenza tra sentire e ascoltare è un fatto di sostanza, dove l’arte e la cultura possono essere una guida per uscire dalla paura, pensando ad un mondo unitario.

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