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Jiu jitsu : origini e benefici

Mala tempora currunt per il mondo dello sport colpito, com’è noto, dall’ultimo DPCM che impone la chiusura delle piscine, dei centri sportivi e di quelli in cui si praticano le arti marziali, considerate sport da “contatto”. Zona Franca ha scelto, in questo momento di difficoltà, di dar voce agli istruttori di arti marziali, che malgrado abbiano adottato tutte le misure previste per il contenimento del Covid 19 sono stati costretti a sospendere i corsi. Nino Bellia, istruttore dell’accademia Dai-Ki Dojo Ju Jitsu, di recente aveva inaugurato un centro sportivo dedicato a una disciplina che affonda le proprie radici in Giappone e che da sempre ha attirato l’interesse del mondo occidentale. Lo ha fatto per assecondare una sua passione ventennale. Gli abbiamo chiesto a che cosa si deve la diffusione del Ju Jitsu anche in Italia. “Il Ju Jitsu è un’arte marziale che prevede una preparazione tecnica e psicologica completa; il suo fascino è probabilmente legato all’utilizzo che i samurai ne hanno fatto per difesa personale in un periodo, quello medievale, in cui in Giappone era necessario difendersi per non mettere in grave pericolo la propria vita”. 

A differenza di altre discipline nel Ju Jitsu non conta la forza di cui si dispone, perché questa proviene dal proprio avversario; attraverso il principio della circolarità, il praticante impara a riconoscere le parti vulnerabili del corpo umano ed in generale ad affrontare il combattimento usando la tecnica e non la forza fisica.  “Il principio di base- spiega Bellia– sta nell’applicare una determinata tecnica proprio nell’ultimo istante dell’attacco subìto, con morbidezza e cedevolezza, in modo che l’avversario non si accorga di una difesa e trovi, davanti a sé, il vuoto”.

Queste caratteristiche fanno del Ju Jitsu ,oggi divenuta anche disciplina agonistica all’interno della Fijlkam federazione riconosciuta dal CONI, una disciplina aperta a tutti coloro che intendono allenarsi seriamente dal punto di vista fisico e mentale, acquisendo delle conoscenze strutturate e delle capacità nel campo della difesa personale.
Recenti studi sullo sviluppo del quoziente intellettivo dovuto alla pratica di un’arte marziale come il Ju Jitsu discreditano il vecchio e  diffuso pregiudizio che certe discipline di combattimento siano adatte alle persone con un’intelligenza rozza o scarsa. Per dirla con Gardner, la pratica del Ju Jitsu partecipa allo sviluppo delle intelligenze multiple: quella linguistica intanto, perché l’allievo deve prestare attenzione alle indicazioni dell’istruttore, quella matematica, perché le tecniche possono essere descritte e concepite tramite degli schemi che il praticante  deve imparare ad applicare;  l’intelligenza spaziale come capacità di sapersi orientare assumendo con il corpo anche posizioni complesse e infine la capacità di sfruttare le proprie debolezze per raggiungere un obiettivo, utilizzando una precisa strategia.  

Foto : Dai-Ki Dojo Ju Jitsu (scattate prima dell’emergenza Covid 19)

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