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Intervista a Giovanni Calcagno - migliore attore non-protagonista

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In un momento in cui le disposizioni governative per il contenimento del Covid-19 hanno penalizzato alcune categorie di lavoratori, e fra questi i professionisti del cinema e del teatro, Zona Franca ha incontrato il talentuoso Giovanni Calcagno, classe 71 – attore di cinema e teatro, regista teatrale e cantastorie paternese che non ha bisogno di presentazioni. Da un trentennio svolge la sua professione con passione (è lungo l’elenco dei suoi lavori, delle sue partecipazioni e dei suoi successi al cinema, a teatro, in tv) ottenendo riconoscimenti quali il recente premio (al Festival del Cinema Italiano, svoltosi per la prima volta nella suggestiva cornice di San Vito Lo Capo) come Migliore attore non protagonista per il ruolo di killer nel film Paradise-Una nuova vita, per la regia di David Del Degan. 
Giovanni è stato doppiamente contento e orgoglioso, dice, perché il riconoscimento arriva da una giuria di eccellenza. Del film, una commedia “dai sorrisi profondi” in cui i due protagonisti (Calcagno e Vincenzo Nemolato) nemici costretti a una convivenza imprevista intraprendono un nuovo percorso relazionale, Giovanni ci spiega che è stato formativo e bello il lavoro di preparazione. 
Ci ha raccontato i prossimi progetti teatrali e cinematografici (alcuni dei quali già pronti e slittati a causa del Covid), fra questi una produzione italo-ucraina su una strampalata famiglia mafiosa e una fiction, prodotta da Mediaset, in cui interpreta il ruolo del padre di Raul Bova. Sul fronte teatrale, Giovanni, porta in scena da tempo la riscrittura di classici della letteratura di ogni tempo (citiamo l’Orlando innamorato), alcuni dei suoi lavori sono stati inseriti in un’antologia di autori siciliani. Gli abbiamo chiesto se ricorda qualche complimento che lo ha particolarmente lusingato: “Una insegnante, dopo uno spettacolo teatrale, mi disse che le era parso di ascoltare sua nonna”, lo ha trovato bello perché ha azzerato le distanze, ha raggiunto le emozioni della spettatrice catapultandola in un mondo intimo di solidi affetti. In merito alle differenze fra cinema e teatro, afferma che: “Si tratta di due mondi meravigliosi. Il cinema offre la possibilità di stare dentro a un set che diventa una realtà ogni volta diversa, il teatro consente di mettersi costantemente alla prova nella riproposizione dello stesso ruolo e quindi di migliorare la propria performance”. 
Quello dell’attore è un mestiere affascinante, è uno strumento di educazione dell’anima per chi recita e per chi guarda. A tal proposito, Giovanni afferma: “Gli attori sono porte verso altri mondi. Siamo un passaggio per gli altri”. 
A Giovanni (e alle categorie professionali che maggiormente risentono il peso dei DPCM), Zona Franca augura il meglio di ogni cosa sempre.  

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