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Protesta dei commercianti colpiti dalla chiusura delle attività sancita dall'ultimo DPCM

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Protesta questa mattina davanti al Palazzo Municipale di Paternò dei commercianti titolari di attività chiuse dall’ultimo DPCM. Sono i negozi di abbigliamento, di scarpe, di oggettistica, le gioiellerie, i centri estetici  e tutte quelle attività ritenute non essenziali. “Comprendiamo lo stato di emergenza che la diffusione del Covid-19 ha comportato- ha detto Gabriella Zito – titolare di una gioielleria –  ma sfugge il senso di alcuni provvedimenti  che ci penalizzano fortemente in un momento già difficile. In questi lunghi mesi siamo andati avanti a fatica ma se continuiamo così molte attività rischiano di non riaprire più”.

Un danno all’economia più volte stimato dalle associazioni di categoria e che potrebbe ricevere il colpo di grazia, in assenza di serie  misure a sostegno. 
Una delegazione è stata ricevuta dal sindaco Nino Naso che ha ascoltato con attenzione le motivazioni espresse dai presenti: “Condivido pienamente le preoccupazioni dei nostri commercianti – ha detto il primo cittadino- che dopo mesi di crisi oggi sono stanchi perché non riescono più ad andare avanti, motivo per cui dal primo momento sono stato contro la zona rossa. Se un sacrificio doveva essere fatto avrebbe dovuto coinvolgere tutti e non solo alcune categorie. Queste disposizioni rischiano di provocare la guerra dei poveri”. Il sindaco in questa interlocuzione ha coinvolto gli altri sindaci del comprensorio e la deputazione regionale affinchè si faccia portavoce con l’Ars. Un nuovo incontro con una delegazione  è previsto mercoledì 20 gennaio. 

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