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Vaccino contro Covid-19. Quattro specialisti rispondono ai dubbi

Sono arrivate anche in Italia le prime dosi di vaccino contro il Covid-19. La campagna è partita il 27 dicembre, dopo l’approvazione da parte dell’EMA (European Medicines Agency) del primo vaccino .  Per chiarire alcuni dubbi Zona Franca ha chiesto lumi al  Circolo del medico di Paternò presieduto dal dott. Nunzio Antonio Peci, avvalendosi della sapiente collaborazione del patologo – dott. Carmelo Rodolico – dell’ infettivologa –  dott.ssa Grazia Pantò – del neurologo -dott. Nunzio Peci – e della dott.ssa Giulia Santanocito dell’USCA ( Unità Speciali di Continuità Assistenziali). 
Come funziona il vaccino ? E’ davvero sicuro ed efficace ? Lo abbiamo chiesto al dott. Rodolico.  “Il vaccino è costituito da un RNA messaggero che, una volta entrato nelle cellule bersaglio, induce la produzione di una proteina del Coronavirus (la proteina S, cioè quella contenuta negli “spike”: le protuberanze della superficie esterna del virus). La produzione di questa proteina “istruisce” il sistema immunitario a riconoscerla e, di conseguenza, a produrre gli anticorpi specifici per neutralizzarla.
Il vaccino è assolutamente sicuro, l’RNA che lo costiutisce non è parte del genoma virale, ma la traduzione solo di una delle informazioni in esso contenute e, tra l’altro, viene prodotto con tecniche di ingegneria genetica. Quando viene introdotto all’interno delle cellule della persona vaccinata non può, per sua stessa natura, integrarsi con il DNA delle cellule (questa è una delle tante fake news circolate in merito), ma solo utilizzare i ribosomi cellulari per sintetizzare la proteina immunogena.
L’unica vera controindicazione (come riportato sia nelle linee guida utilizzate in Gran Bretagna, che nel documento prodotto in Italia dalla SIMG) è costituita dal rischio di anafilassi. E’ indispensabile chiarire che tale controindicazione non riguarda i soggetti allergici con anamnesi di reazioni lievi: per essere chiari il soggetto che soffre di rinite allergica o che non può mangiare le fragole non hanno alcuna controindicazione alla somministrazione del vaccino, la vera controindicazione riguarda chi, a causa di fenomeni allergici, ha una storia clinica di reazioni anafilattiche gravi (vascolari e/o respiratorie) tali da aver messo a rischio la sua incolumità”.
Abbiamo chiesto al dott. Peci quali sono le modalità, i tempi e i criteri di selezione per la convocazione delle vaccinazioni,  che cosa deve fare chi appartiene a una delle tante categorie a rischio e infine  quali sono le categorie prioritarie nelle fasi iniziali.
“Il vaccino è prioritario intanto per  gli operatori sanitari e sociosanitari , sia pubblici che privati accreditati,  che operano  “in prima linea”, e hanno un rischio più elevato di essere esposti all’infezione da COVID-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Questo aiuterà a mantenere la resilienza del servizio sanitario. Seguirà la vaccinazione per i residenti e il personale dei presidi residenziali per anziani che sono ad alto rischio di malattia grave, a causa dell’età avanzata e  della presenza di molteplici comorbidità.  Poi sarà il turno delle persone in  età avanzata. È evidente che un programma basato sull’età aumenti la copertura anche nelle persone con fattori di rischio clinici, visto che la prevalenza di comorbidità e disabilità aumenta con l’età. Pertanto, considerata l’elevata probabilità di sviluppare una malattia grave e il conseguente ricorso a ricoveri in terapia intensiva o sub-intensiva, questo gruppo di popolazione rappresenta una priorità per la vaccinazione. Tali categorie saranno contattate con chiamata attiva. A seguire saranno convocati gli altri assistiti”. 
Sui sintomi e sul corretto protocollo da seguire abbiamo chiesto lumi alla dott.ssa Giulia Santanocito dell’USCA. “ In realtà i quadri clinici sono piuttosto variabili, ci sono casi che in esordio manifestano una sindrome simil influenzale con febbre, congestione nasale e dolori articolari localizzati soprattutto a livello lombare e a livello degli arti inferiori, e una importante sensazione di spossatezza associata alla perdita della percezione di odori e sapori . In altri casi manifestano anche tosse e/o mal di gola, dolore toracico e in qualche caso nausea, vomito e diarrea. In presenza di questi sintomi è consigliabile l’immediato contatto telefonico con il medico di medicina generale, che dopo una valutazione del singolo caso provvede, quando necessario, alla segnalazione all’USCA di competenza territoriale ed insieme si procede al monitoraggio delle condizioni del paziente e alla somministrazione della terapia indicata per il singolo caso, oltre che , chiaramente ,all’esecuzione di visita domiciliare e/o tampone . È anche fortemente raccomandato ,in presenza di sintomi rimanere a casa, preferibilmente a distanza dai conviventi, soprattutto se soggetti fragili, e valutare attentamente dei parametri generali ovvero la temperatura corporea, la SpO2, la FC e FR, segnalando eventuali variazioni significative sia ai MMG che ai medici USCA. Il sintomo più significativo e predittivo di gravità della condizione clinica è la dispnea, e dunque l’alterazione del respiro con comparsa di affanno di entità più o meno grave. In molti casi però il virus può anche decorrere in maniera completamente asintomatica, con parametri stabili durante l’intero decorso.
Dott.ssa Pantò dopo la vaccinazione possiamo abbassare la guardia ?  “ La vaccinazione  anti SARS-COV 2 per quanto riguarda i vaccini attuali, è in grado di garantire una protezione sulla gravità di malattia, ma non è sicura la possibilità di eliminazione del virus dalle prime vie aeree dei portatori asintomatici, che pertanto, potrebbero continuare a trasmettere la malattia anche se vaccinati. Per questo motivo è assolutamente necessario mantenere le precauzioni di prevenzione ( uso di mascherina, lavaggio delle mani, distanziamento sociale).

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