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Sfide all’ultimo respiro

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Lottare per respirare/Giocare a smettere di respirare. Respiratori/Corde strette intorno al collo. Terapie intensive/“blackout challenge”su TikTok. Vite parallele con un denominatore comune: la fame d’aria. Gli affetti da Covid da una parte e adolescenti in cerca di diversivi dall’altra.
Mentre il Mondo intero, con i rispettivi Governi, lotta contro una pandemia che toglie il respiro, c’è chi partecipa a sfide di soffocamento estremo. Da poche ore, ad accendere i riflettori su questa triste e diffusa moda tra i giovanissimi, la drammatica notizia della bambina palermitana di 10 anni, cerebralmente morta dopo aver accolto la sfida social e aver riportato gravi conseguenze dovute all’asfissia prolungata. I genitori, affranti dal dolore, hanno espresso il consenso all’espianto e alla donazione degli organi.
Un fatto che sgomenta, che apre mille interrogativi, tra tutti quello di comprendere quali motivi, bisogni e dinamiche stanno alla base di certi comportamenti tra gli adolescenti. Quali, le responsabilità delle principali istituzioni educative (Famiglia, Scuola, Società…). Quali, i lati oscuri dei social media e l’influenza del gruppo dei Pari.
La vita a volte è un teatro dell’assurdo, un puzzle di contraddizioni; da mesi viviamo nel timore di non riuscire più a respirare per colpa di un virus; da troppo tempo vediamo persone care, famiglie intere, scomparire dopo aver lottato tenacemente; affamati di aria perché quell’aria è tornare alla vita, agli affetti, alla normalità. Non può non turbarci e suonare come un paradosso, soprattutto in questo tempo, l’idea di una challenge all’ultimo respiro. 

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