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Paternò solidale: l'abbraccio incondizionato della comunità alla famiglia Santonocito

In un momento storico così difficile e delicato, come quello che stiamo vivendo a causa  della pandemia da Covid-19, non sono mancate le riflessioni sul senso della vita, sulla necessità di condividere le difficoltà e le nostre ansie per il futuro. Siamo passati dall’Io al Noi , abbiamo imparato il senso e il significato della solidarietà ma soprattutto abbiamo appreso che spesso è necessario anteporre il bene per la comunità all’interesse personale. La dimostrazione viene dall’abbraccio incondizionato che la comunità paternese, ma non solo, ha riservato alla famiglia Santonocito colpita, com’è noto, da tre lutti che hanno letteralmente devastato l’esistenza dei sopravvissuti. Il Covid-19 non guarda in faccia nessuno e non fa sconti a nessuno, ma quelle tre morti sono sembrate davvero troppe. Da qui la corsa per concedere almeno una degna sepoltura a chi non ce l ‘ha fatta, per donare ai superstiti la consapevolezza che al momento del bisogno non ci sono solo i parenti e gli amici ma un’intera comunità che si fa carico del dolore, lo fa suo e reagisce, supportando con i mezzi che ha a disposizione, chi non ha la forza di sostenere tanto dolore, semplicemente perché è giusto così. 
In questa storia ognuno ha fatto la sua parte: l’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nino Naso, ha concesso i loculi, l’on. Gaetano Galvagno ha intercesso con l’ARS per un contributo di 2000 euro, le associazioni e tanti cittadini hanno fatto il resto. Per una volta la città si è presentata unita; 12.500 euro è l’importo totale recuperato in pochi giorni: ma non è una questione di soldi. In questa maratona, per una volta, non ci sono state divisioni, il dolore di quella famiglia è diventato il nostro. Ci tiene a ringraziare davvero tutti Claudio Santonocito : “La mia famiglia ha attraversato momenti di grande disperazione e senza il supporto del sindaco Naso, dell’on. Galvagno, delle associazioni, degli amici e dei parenti, non saremmo riusciti a concedere ai miei familiari una degna sepoltura. Questo ci ha fatto sentire meno soli e in questa tragedia l’unica cosa buona è stato il conforto e la vicinanza di tante persone, anche quelle che non conoscevamo”.

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