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Tutti pazzi per Clubhouse la nuova piattaforma vocale

Dilaga anche in Europa Clubhouse, il nuovo social di origini nordamericane destinato a lasciare il segno tra gli utenti, anche quelli più esigenti. La  start up americana nata nel 2020 per mano di Paul Davison e Rohan Seth recentemente è stata finanziata per un ulteriore round da decine di milioni di dollari e vale, secondo le ultime stime, già un miliardo. La nuovissima  app, scaricabile da App Store, è basata esclusivamente sull’audio: non ci sono foto, non si scrive niente, non ci sono neppure messaggi vocali registrati, non ci si può scambiare file o chat. L’interazione transita solo mediante talk in diretta, senza che alcunché venga salvato o registrato: tutto live e tutto autodistrutto dopo la fine di ogni conversazione. Vietatissimo salvarsi gli audio: un aggregatore globale di tavole rotonde a tema, su ogni tema, ad ogni ora, in ogni lingua, con ogni genere di pubblico e di panelist. 
Clubhouse è organizzato in «stanze», nelle quali gli utenti possono scambiarsi messaggi vocali. Una volta chiusa la stanza, non vengono registrati ma scompaiono. Ad accrescere l’aura di riservatezza c’è poi la caratteristica distintiva della piattaforma: non ci si può iscrivere liberamente ma si accede solo per invito di un altro utente. 
La piattaforma, dunque, ha le sue regole: chi accede deve farlo con il proprio nome e verificare l’identità. L’iscrizione è possibile solo dopo aver compiuto 18 anni e non sono consentiti «abusi, bullismo e molestie nei confronti di nessuna persona o gruppo». Gli utenti non sono tutti uguali: nella stanza si può essere moderatori, speaker o ascoltatori. Al primo spetta il compito di «curare» la conversazione, invitare gli speaker e dare o togliere loro parola, espellere utenti dalla stanza. Gli speaker sono coloro che, come dice la parola stessa, parlano; gli ascoltatori (listener) possono assistere e chiedere di intervenire. 
Oggi Clubhouse è il social più chiacchierato e osservato dagli esperti di comunicazione e digital, i marketer, gli appassionati e anche forse il più desiderato visto che l’accesso è consentito solo su invito e solo per chi possiede un iPhone. L’app per Android è in sviluppo, ma non è dato sapersi quando arriverà così come non è dato sapersi quando la piattaforma sarà aperta a tutti anche se i fondatori parlando solo di periodo di rodaggio e annunciano un futuro di totale apertura

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