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Gli Stemmi della Cappella di San Giovanni: un nuovo studio che presenta orinali ed interessanti scoperte

stemma Paternò

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  Ogni opera di carattere storico può essere considerata un percorso in divenire. A tale riguardo la tesi di laurea di Irene Pennisi (Gli stemmi della Cappella di San Giovanni nella torre normanna di PaternòNuove ipotesi di attribuzione e datazione, Relatore Chiar.mo Prof. Paolo Maria Militello, Anno accademico 2019-2020) aggiunge un altro 

tassello alla storia del Dongione normanno di Paternò in quanto apporta delle novità nell’attribuzione e datazione degli stemmi della Cappella dell’Agnus Dei, luogo di rispettosa sacralità per i Cavalieri di San Giovanni gerosolimitano i quali, in Paternionis terribus,  avevano  una Commenda con Chiesa e Ospedale, dove morì Federico III d’Aragona. Nella cappella, definita dal Di Matteo il meraviglioso pistillo di grazia che illumina la rude reggia (oltre al tema dei Santi Cavalieri che, secondo il prof. Iacobini, costituisce forse la più importante scoperta fatta negli ultimi decenni nel settore della pittura murale del tardo Medioevo in Sicilia in quanto gli artisti che hanno realizzato le pitture parlano il linguaggio interculturale dell’arte mediterranea nell’età delle Crociate, in cui si fondono elementi bizantini, islamici e occidentali, sono presenti anche le decorazioni delle lunette (nord e sud) con la rappresentazione di sessantadue stemmi di una sola insegna ripetuta diverse volteNella tesi, dopo, una introduzione generale di carattere storico e una descrizione particolareggiata del Castello, vengono presentate le due precedenti proposte di attribuzione dei blasoni: da una parte la tesi di Elvira D’Amico che li riferisce alla famiglia Caracciolo Rossi, viceré di Sicilia nel periodo federiciano, in virtù di un privilegio che ne testimonia  la permanenza in Sicilia, dall’altra l’ipotesi del Di Francisco che riconduce l’araldica dello stemma alla casata aragonese retrodatando la cronologia al XV secolo. La nostra Autrice confuta le due precedenti tesi ed opta per una terza via  in una sua originale ipotesi, supportata da documentazioni storiche seguite da congrue e logiche conclusioni, che propone un periodo cronologico  tra la fine del XII e l’inizio del XIII  facendo scendere in campo gli Aleramici, del ramo Del Vasto-Del Carretto, la cui presenza al Castello di Paternò è testimoniata da varie fonti e confermata dal legame particolare che si era creato tra la suddetta famiglia e gli Altavilla. Ragionamento di carattere storico-archivistico che è stato avvalorato da un accurato confronto tra gli stemmi del casato dei Del Carretto e quelli della Cappella in cui sono state messe in risalto evidenti somiglianze nei segni araldici. Un studio, da non trascurare, che deve essere valorizzato accanto alle altre ricerche dei tanti giovani studiosi che si sono appassionati alla Storia di Paternò arricchendola con nuovi e inediti approfondimenti.