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Mimmo Chisari - Hybla – la città con l’oracolo dei sogni

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Chi scrive conosce il prof. Mimmo Chisari (ha insegnato materie letterarie e latino al Liceo Statale “F. De Sanctis”) quale persona di estrema grazia, un uomo che si muove in punta di piedi e con grande umiltà, con la passione per le radici del nostro paese, “fin da bambino sono stato affascinato dai racconti della tradizione orale e nel tempo la passione per la storiografia si è consolidata attraverso lo studio di diversi autori, come Braudel, per citarne uno”. Nei suoi libri racconta di luoghi e anime, di bisogni e spiritualità. Di appartenenza.
Per chi non lo sapesse, Mimmo Chisari – oltre a essere, fra le altre cose, cofondatore del Museo della civiltà contadina e socio di Siciliantica – ha scritto narrativa scolastica e alcuni suoi lavori di carattere storico, che hanno in comune “la curiosità per il carattere sacro che pervade la nostra esistenza e il tentativo di collegare la storia locale con la più vasta storia degli altri paesi del Mediterraneo”, sono stati tradotti anche in portoghese.
Di questo nuovo lavoro, il prof. ci spiega che si tratta di: “un saggio storico che propone un’ipotesi d’identità della nostra città nell’antichità, che va al di là della semplice disputa di un nome (Ibla o Inessa…) alla luce degli attuali dati di carattere storico e archeologico. A ciò si aggiunge quella che ritengo la parte più personale: questa identità di carattere magico-sacrale nata intorno al santuario di una Dea legata alla mantica dei sogni, si può tutt’ora intravedere nell’aspetto attuale del paesaggio (le Salinelle che sono rimaste immutate nel tempo suscitando sempre lo stesso stupore e la stessa fascinazione del periodo preistorico) e sottilmente percepire anche in certe tradizioni e modi di dire della Paternò di oggi. Un culto, quello di Hybla, arrivato in Sicilia, nel periodo arcaico durante i primi contatti con la civiltà minoica, recepito nell’etnia sicana e diffusosi anche nella parte orientale dell’Isola, successivamente, inserito con i Greci, nella costruzione della rete mitico-religiosa (gli indovini Galeoti esperti della mantica dei sogni) dei Dinomenidi, i tiranni di Siracusa, e poi trasformatosi con Roma nel mito della Venere vincitrice degli Iblensi. Un collegamento tra storia e antropologia per rendere più viva la storia della nostra città”.
Dietro ogni storico c’è la passione per la scoperta e la conoscenza. Il desiderio di mappare l’angolo di mondo in cui ci si trova. La conoscenza del luogo che viviamo e ci vive è sempre una possibilità di consapevolezza di identità. Motivo per cui il prof. Chisari ha la nostra stima e la nostra ammirazione. La ricerca delle radici è un modo per prendersi cura della nostra memoria.
Gli abbiamo chiesto cosa pensa della nostra città: “Penso che specialmente oggi, come ogni altra città, sta attraversando un momento critico. A ciò si aggiungono la criticità specifiche dovute a tanti problemi di carattere socio-economico, ormai atavici, che si sono incancreniti negli anni. Mi conforta però appurare che una parte della società, anche se piccola, ha saputo reagire attraverso una nuova sensibilità culturale, testimoniata da molti lavori di ricerca prodotti in questi anni da giovani studiosi. Mi auguro che questa sensibilità culturale possa estendersi a tutti gli strati sociali della nostra cara Paternò”.
Nell’introduzione al suo libro, Mimmo Chisari (che va ammirato anche perché si riferisce alla nostra città chiamandola “cara Paternò”) cita Chavela Vargas, artista messicana che ha lasciato traccia nella tradizione musicale del suo paese e non solo, e noi – ringraziando il prof. per la disponibilità – concludiamo con un pensiero di questa affascinante donna: “Dobbiamo prenderci cura del mondo, proteggere l’amore, la pace e la giustizia”.

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