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Danza & Letteratura: un binomio affascinante

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di Emmanuela Grasso

L’esplorazione delle relazioni fra sentimenti, valori ed espressioni contribuisce decisamente alla formazione della persona e tale considerazione ha sempre guidato il Maestro Alfio Barbagallo, Direttore artistico della compagnia di danza contemporanea, “Studio dance lab” di Belpasso, nella realizzazione di spettacoli coreutici liberamente ispirati a celebri opere letterarie come “Il ritratto di Dorian Gray”, “Romeo e Giulietta”, “Casa di bambola”, “La Lupa”, “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, “Le parole che non ti ho detto” di Nicholas Sparks, opere teatrali come “Our Town” di Thornton Wilder, “Exiles” di James Joyce, racconti mitologici come “ Amore e Psiche”, “Adone”, “Admeto e Alcesti” e biografie di celebri artisti come “Caravaggio”. 
In questo preciso momento storico, dominato dall’emergenza pandemica, dove il rischio contagio è una preoccupazione quotidiana, l’arte, in tutte le sue forme, da quella figurativa e letteraria a quella coreutica e teatrale, deve tornare ad essere parte integrante dell’esistenza e dell’immaginario collettivo, stimolando il pensiero e cercando di alleviare il senso di stanchezza e sfinimento dovuto a questo prolungato stato di crisi. 
Evasioni rassicuranti per l’anima inquieta ai tempi del Covid-19, sono le trasposizioni coreutiche basate sull’affascinante binomio danza-letteratura. Entrambe sono in grado di comunicare pensieri ed emozioni, servendosi di canali diversi. La letteratura comunica attraverso la parola e il linguaggio verbale, la danza è l’arte di comunicare attraverso il corpo e il linguaggio non verbale.
I ballerini della compagnia “Studio dance lab”, alcuni scelti attraverso audizioni presiedute da professionisti del settore, altri selezionati tra gli allievi del “Centro Professionale Danza Azzurra” che propone corsi di gioco-danza a partire dai tre anni d’età proseguendo con un’offerta formativa che comprende corsi di danza classica, moderna, latino-americana, break dance, contemporanea, riescono a “tradurre” sapientemente le parole in gesti ed emozioni, coinvolgendo lo spettatore nella comprensione dell’opera letteraria attraverso l’attivazione dei canali sensoriali, uditivi e visivi. L’intensità della cieca passione della Lupa che conduce alla tragedia, prende forma, infatti, attraverso i movimenti esaltati dei ballerini che esprimono la tormentata dialettica tra ragione e istinto. L’amore tragico di Romeo e Giulietta, due giovani eternamente attuali, viene narrato sul palco attraverso coreografie che alternano momenti di danza classica e contemporanea, movimenti armonici e stridenti. La vanità di Dorian Gray che decreterà la sua condanna, emerge come un tormento persistente ed è resa visivamente, mediante i movimenti rapidi e convulsi dei ballerini che esprimono l’agitazione nervosa prodotta da quel pensiero ossessivo. Il corpo parla e il suo messaggio è chiaro. I vivi che, nell’opera “Our Town” vengono visti dai defunti come ciechi, incapaci di cogliere la felicità anche quando è distintamente di fronte a loro, danzano con movimenti lenti e cadenzati in un’atmosfera senza tempo, con lo sguardo perso nel vuoto. 
L’essere umano, con le sue certezze e i suoi drammi, è, quindi, il protagonista assoluto degli spettacoli coreutici del Maestro Alfio Barbagallo che offrono, sempre, preziosi spunti di riflessione personale, perché, citando Federico Garcia Lorca “il teatro è poesia che esce da un libro per farsi umana”. La trasfigurazione artistica, mettendo in scena il travaglio dell’esistenza, ha infatti lo scopo di provocare un “rasserenamento” liberatorio, in grado di garantire all’uomo l’equilibrio tra sensibilità e razionalità.

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