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Dalle parole ai fatti : l’esempio dei paternesi Giovanni Bellia e Melania Tomasello

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Lo diciamo sempre che Zona Franca ci tiene parecchio a rendere noto il talento e l’operato di tanti paternesi che fanno la differenza, di tanti paternesi che ci rendono orgogliosi di essere parte di un paese che potrebbe essere migliore di quel che è.
Abbiamo avuto il piacere di conoscere Giovanni Bellia e Melania Tomasello farmacisti paternesi che lavorano a Catania. “Orgogliosamente paternese”, dice Melania. Giovanni Bellia, consapevole del valore storico della nostra città, e amandola, ci tiene altrettanto dirsi paternese. Entrambi stanno prestando servizio volontario nelle Hub per la somministrazione dei vaccini anti-Covid, e sono i primi in Italia a vaccinare nelle Hub. 
Da due anni, ormai, questo invisibile e mortale nemico ci tiene in scacco. Adesso abbiamo i vaccini, quelli “sicuri” (pare uno, statistiche alla mano), quelli “meno sicuri” (pare tutto il resto, sempre statistiche alla mano), ma di numeri, polemiche, informazione e paure, diremo in separata sede. Qui, adesso, vogliamo puntare l’attenzione sulla disponibilità e la sensibilità di alcuni professionisti che offrono parte del loro tempo al servizio del prossimo. La dottoressa Melania ci spiega: “Facciamo parte di un’associazione di farmacisti volontari per la protezione civile. Con la nuova legge in materia di vaccinazioni e potenziamento delle strutture sanitarie, i farmacisti possono inoculare i vaccini sia nelle farmacie che nei centri vaccinali”. Pertanto Melania e Giovanni hanno deciso di prestare servizio per consentire la vaccinazione giornaliera a quante più persone possibili. La dottoressa ci tiene a sottolineare che “il supporto è volontario e a titolo gratuito – e aggiunge – non è proprio il caso di lucrare in circostanze simili”. Hanno firmato un contratto con l’Asp che li tutela dal punto di vista legale, “con il nostro gesto vorremmo sensibilizzare tanti altri colleghi perché siamo convinti che insieme possiamo farcela a venire fuori da questa situazione. Se ognuno di noi spendesse un poco del proprio tempo per una causa comune, otterremmo risultati grandiosi”. Noi condividiamo pienamente il suo pensiero. 
Di farmacisti vaccinatori (nuova figura) e di associazioni di farmacisti volontari, ci racconta nel dettaglio il dottore Giovanni Bellia, farmacista da 16 anni: “L’associazione è nata quasi per caso, quando ci fu il terremoto a L’Aquila; in seguito, per volontà comune, nostra e del presidente della FOFI (la federazione dei farmacisti) Andrea Mandelli, abbiamo deciso di creare un’associazione che operasse nell’ambito della protezione civile, costituita da farmacisti, appositamente formati”. L’associazione nasce nel 2016, il presidente è Marica Leonardi. Attualmente, in Sicilia, ha due sezioni operative, Catania e Agrigento. “E da allora, con l’ausilio di camper attrezzati, in caso di calamità naturali varie, ci muoviamo per dare supporto alle farmacie del luogo”. Normalmente, invece, i nostri farmacisti, cercano di incidere sul territorio, come (e insieme) altre associazioni, attraverso la vigilanza e la sicurezza del territorio: “per esempio, prestiamo soccorso in alcune circostanze”. Mettono in atto anche un’opera di prevenzione e sensibilizzazione di uso del farmaco (abuso di alcol) nelle scuole, e del cittadino, attraverso la campagna “Mi curo di te”; in questo periodo si cerca di diffondere tutte le informazioni utili sui vaccini e sui comportamenti da tenere per tutelare se stessi e il prossimo dal contagio Covid. Giovanni Bellia, oltre a essere un farmacista volontario, si occupa del COC (Centro Operativo Comunale che si attiva durante le emergenze, è responsabile sanitario) e collabora anche con l’associazionePaternò c’è, un coordinamento di associazioni di volontariato che si impegna a promuovere l’impegno civico e la cittadinanza attiva per migliorare PaternòNoi vorremmo che Paternò ci fosse sempre, e sempre di più.

Nella foto : il dott. Giovanni Bellia e la dott.ssa Melania Tomasello


Ringraziamo Melania Tomaselli e Giovanni Bellia per la disponibilità, e per tutto il resto. Viva la Paternò che c’è. 

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