ZonaFranca

Paternò- Omaggio al giudice Livatino nel giorno della sua beatificazione

Autore:

Condividi

Per la prima volta la Chiesa eleva agli onori degli altari un magistrato. Rosario Livatino è finalmente beato. La cerimonia si è tenuta presso la Cattedrale di Agrigento. A presiedere la solenne concelebrazione il cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della congregazione delle cause dei Santi. “Il suo esempio sia per tutti, specialmente per i magistrati, stimolo a essere leali difensori della legalità e della libertà”, ha detto Papa Francesco. Era  il 21 settembre 1990  quando sulla SS Caltanissetta -Agrigento,    mentre si recava, senza scorta, in tribunale, viene ucciso per mano di quattro sicari assoldati dalla Stidda agrigentina.  Era a bordo della sua vettura, una vecchia Ford Fiesta color amaranto, quando fu speronato dall’auto dei killer. Tentò disperatamente una fuga a piedi attraverso i campi limitrofi ma, già ferito da un colpo ad una spalla, fu raggiunto dopo poche decine di metri e freddato a colpi di pistola.
A ricordarlo oggi  anche a Paternò un gruppo di cittadini, coordinati dalla Commissione Vicariale, che si sono riuniti spontaneamente nell’omonima piazza per porgere un omaggio floreale al giudice simbolo e testimone della lotta alla mafia. La vicenda di Rosario Livatino ha riportato alla memoria le sue parole a proposito del ruolo del giudice : 

 “L’indipendenza del giudice, infatti, non è solo nella propria coscienza, nella incessante libertà morale, nella fedeltà ai principi, nella sua capacità di sacrificio, nella sua conoscenza tecnica, nella sua esperienza, nella chiarezza e linearità delle sue decisioni, ma anche nella sua moralità, nella trasparenza della sua condotta anche fuori delle mura del suo ufficio, nella normalità delle sue relazioni e delle sue manifestazioni nella vita sociale, nella scelta delle sue amicizie, nella sua indisponibilità ad iniziative e ad affari, tuttoché consentiti ma rischiosi, nella rinunzia ad ogni desiderio di incarichi e prebende, specie in settori che, per loro natura o per le implicazioni che comportano, possono produrre il germe della contaminazione ed il pericolo della interferenza; l’indipendenza del giudice è infine nella sua credibilità, che riesce a conquistare nel travaglio delle sue decisioni ed in ogni momento della sua attività.”  (Rosario Livatino); e ancora: «Quando moriremo, nessuno ci verrà a chiedere quanto siamo stati credenti, ma credibili.» 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *