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EFFETTI DEL POST-COVID SULL’APPRENDIMENTO

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di Maria Grazia Cavallaro– La pandemia da Covid-19 ha decisamente modificato le nostre abitudini di vita, e i più piccoli ne hanno risentito notevolmente, sperimentando paura e incertezza, soffrendo per l’isolamento fisico e sociale causato dalle continue chiusure delle scuole. 
La scuola, infatti, non può e non deve ridursi al mero svolgimento della didattica, poiché rappresenta per il bambino occasione unica per sperimentare relazioni, riconoscere negli altri le proprie emozioni, scoprire se stesso.
Le difficoltà sono state riscontrate anche a causa della fragilità mostrata dal sistema scolastico nell’adeguarsi al cambiamento e nel dover impostare una didattica rinnovata. 
L’introduzione della Didattica a Distanza (DaD) ha fatto emergere delle problematiche che inevitabilmente si sono riversate nei bambini e nei loro apprendimenti.
Affrontare la DaD è stato ancora più difficile per i bambini con disabilità, con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) o con altri Bisogni Educativi Speciali (BES), poiché non sempre sono stati garantiti gli strumenti compensativi e le misure dispensative necessarie.
In questo anno sono state effettuate molteplici ricerche e si è giunti alla consapevolezza che gli alunni stanno risentendo di molteplici effetti diretti e indiretti sui processi di apprendimento. 
La didattica svolta da casa ha messo in difficoltà le famiglie, ma soprattutto i bambini che si sono dovuti sperimentare nel saper passare rapidamente e per tutta la giornata da un piccolo schermo all’altro. Questa condizione ha determinato notevoli deficit sul piano attentivo, sul mantenimento della concentrazione e sulla memorizzazione, generando nei bambini uno stato di grande stanchezza e mancanza di motivazione.  
Molte famiglie, soprattutto nei primi mesi, hanno avuto difficoltà ad accedere agli strumenti tecnologici, nel conciliare il lavoro e la DaD, nel garantire l’affiancamento dei bambini per lo svolgimento dei compiti. Come è facile intuire, questo ha prodotto un calo notevole negli apprendimenti scolastici.
Anche i bambini in età prescolare (4-5 anni) hanno risentito degli effetti della pandemia, poiché hanno determinato dei rallentamenti nell’acquisizione dei prerequisiti necessari per lo sviluppo degli apprendimenti di lettura, scrittura e calcolo. 
Di fronte a questa realtà, emerge chiaramente l’importanza di noi adulti e specialisti nel sostenere le famiglie e i bambini, nel garantire i giusti programmi di potenziamento e di supporto per il recupero di determinate abilità e per lo sviluppo di altre.
Per comprendere e dare significato alle difficoltà mostrate dal bambino, è sempre consigliato ricorrere al consulto di uno specialista dell’età evolutiva. 
E’ necessaria un’attenta valutazione del bambino, dello stato emotivo vissuto e della personale storia scolastica, per evitare di confondere alcuni sintomi manifestati in questo periodo con altri disturbi del neurosviluppo. Inoltre, per ottenere un quadro più preciso possibile è necessario coinvolgere i genitori e gli insegnanti ed ottenere un’analisi del comportamento del bambino all’interno del suo contesto di vita. 

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