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Vivere senza se e senza ma – Elisa Russo e l’espressione musicale

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Parliamo di musica con Elisa Russo, donna minuta, discreta e di grande determinazione. Diplomata in pianoforte al liceo musicale Bellini di Catania, e vincitrice di concorsi musicali nazionali, la sua è una vita piena di esperienze umane e professionali. Di recente ha vinto il premio per la migliore esibizione alla Festa della musica (Recovery Sound) tenutasi a Paternò.

Si è occupata di restauro, insegnamento musicale privato e ha lavorato in una comunità alloggio per bambini. Ha composto musiche per testi poetici, spettacoli teatrali e audiolibri. La composizione musicale è da sempre la sua modalità espressiva, “sin da bambina comporre è stato il mio modo per arrivare agli altri. Devo a Norma Viscusi, la mia prima esperienza di composizione per musiche di scena. Il mio primo lavoro fu L’uomo dal fiore in bocca, di Pirandello, per la regia di Pino Pesce. Ho sempre pensato che attraverso la musica si dissolvano quelli che noi chiamiamo limiti, perché ognuno ha il proprio potenziale da potere esprimere.” Convinta di ciò, e attraverso lo studio del pedagogo e compositore svizzero J. Dalcroze, ha ideato il progetto Sensi in Movimento, messo in pratica all’istituto Marconi di Paternò, con le associazioni Con-tatto e AFAE (Famiglie Audiolesi Etnei). Si tratta di un’esperienza musicale attraverso il corpo, “un modo di sentire e vivere con il corpo l’altezza dei suoni e la loro dinamica. Si tratta di un’esperienza importante per tutti e soprattutto per chi ha disabilità fisiche, uditive e visive perché consente di acquisire una maggiore consapevolezza del corpo attraverso il suono e le vibrazioni”. Per questo progetto ha composto le musiche e le coreografie.

Di recente, Elisa Russo ha messo su diverse piattaforme le sue composizioni, l’ultima è “Mamà”, su testo di Norma Viscusi. “Il brano è uscito l’otto marzo perché la figura materna è, per me, simbolo della donna, la donna coraggio, la donna creatrice, la donna amorevole. Del testo di Norma mi ha colpito l’immagine della testa della figlia fra le ginocchia della madre che le accarezza i capelli, credo che ognuno di noi ha vissuto quel momento”. Crediamo sia uno di quei momenti di grazia che si è fortunati di potere vivere e ricordare.

“Vorrei tanto con il mio linguaggio musicale arrivare come vento di coraggio e bussare in tutti i cuori, affinché si possa osare sempre là dove si teme. E vivere, senza se e senza ma”. Questo desidera Elisa Russo, e noi glielo auguriamo.

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