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L’ Autobiografia di Salvatore Narciso: omaggio alle generazioni future

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L’autobiografia è una forma letteraria che dà voce all’individuo per raccontare la propria vita; è una testimonianza potente e intima del viaggio umano. Attraverso le pagine di un’autobiografia, i lettori entrano nel mondo dell’autore, esplorando le sue esperienze, le sue sfide, i suoi trionfi e le sue riflessioni più profonde. Quella di Salvatore Narciso, catanese classe ’29 , senza la pretesa di volersi sostituire a uno scrittore di professione, nasce dal desiderio intimo di conoscersi meglio ma soprattutto, come chiarisce nelle sue pagine di “ lasciare alle generazioni future il frutto delle tante esperienze acquisite”.
La voce di Narciso risuona attraverso le pagine, offrendo ai lettori un’opportunità unica di comprendere la complessità della Storia attraverso gli occhi di un bambino , di un adolescente, di un uomo adulto chiamato a compiere scelte importanti, negli anni bui della Guerra. Ultimo di venti figli, l’autore trova le energie di raccontare la propria vita durante l’isolamento causato dalla pandemia da Covid-19: “La pandemia ci costringe all’isolamento, danneggia lo stato emotivo causando irritabilità e nervosismo” ma ha offre all’autore l’opportunità non solo di raccontare la sua storia ma anche quella di manifestare alcune interessanti riflessioni sull’attuale condizione umana, sulla necessità di arginare il fenomeno della violenza sulle donne ( tema che lo sta impegnando nella stesura del prossimo libro, dedicato alle violenze subite da una donna, costretta a scappare dal marito), sul divario tra Nord e Sud. La storia personale diventa così “collettiva” perché coinvolge direttamente o indirettamente i lettori, facendogli vivere o rivivere esperienze importanti.
Il suo è un atto di autodeterminazione: sceglie con cura i momenti salienti della sua esistenza e li ripercorre, attraverso un processo liberatorio e terapeutico, che gli consente di riconsiderare e reinterpretare il proprio percorso vitale: dalla sua infanzia, trascorsa in una famiglia numerosa ma animata dalla concordia e dall’amore reciproco , agli anni in cui sceglie l’Arma dei Carabinieri, ricoprendo un ruolo all’interno del reparto investigativo per il contrasto del banditismo, agli anni in cui è Direttore del Centro Investigativo.
Così l’autore crea un legame umano con il lettore, che si immerge nella vita dell’autore e trova punti di contatto con le proprie esperienze.
L’autobiografia di Salvatore Narciso, tuttavia, nasconde qualcosa di più profondo: le sue testimonianze e i preziosi documenti storici che si intrecciano, diventano un’esperienza collettiva : preservare e comprendere meglio il passato, arricchisce la nostra comprensione del presente.
La sua vita non è passata inosservata: nel 2023 l’Accademia d’Arte Etrusca gli conferisce il Premio “Chimera d’Argento”, ricordando la sua carriera come sott’ufficiale nell’Arma dei Carbinieri.

Salvatore Narciso e la moglie Carmela Fichera


Alla veneranda età di 95 anni , Narciso sogna ancora di scrivere, di raccontare e perché no, immaginare che dai suoi scritti possa nascere la sceneggiatura per un film, per coltivare una passione che porta da quando era ragazzino e si cimentava come operatore cinematografico.
La riflessione nelle ultime pagine, mentre al suo fianco veglia la moglie Lina, ha il sapore della saggezza che conquista solo chi ha saputo vivere appieno la propria esistenza: “Dobbiamo ripartire con il nostro stare insieme e mettere a disposizione le nostre energie, il nostro coraggio , le nostre storie vissute”.

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